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L’incanto del Lotto 49 - Thomas Pynchon
Scritto da Kitiana in Thursday 31 January 2008 – 19:43 -
Partiamo dall’abc del postmodernismo, da colui che in letteratura ne è considerato l’inventore: Thomas Pynchon. Personaggio non indifferente: di lui si sa pochissimo, non appare mai in pubblico e non rilascia foto. Pynchon ama infatti rivelarsi solo attraverso le sue opere che non a caso sono anch’esse intricati labirinti di parole e storie in cui però è esaltante smarrirsi.
Parliamo del suo secondo libro, quello che lo ha portato per primo agli onori della cronaca: L’incanto del Lotto 49. Un romanzo breve, perfetto nella sua costruzione, che ti cattura nel suo mistero e alla fine ti lascia con più domande che risposte.
Il lotto è la misteriosa eredità del miliardario californiano Pierce Inverarity, che ha nominato esecutorice testamentaria la donna con cui ha avuto una breve relazione, la giovane casalinga Oedipa Maas, moglie di un dj di una radio locale.
Nell’eredità si trova una collezione di strani francobolli: sono falsi e pagina dopo pagina Oedipa arriverà a scoprire che si tratta di un servizio postale parallelo a quello ufficiale chiamato Trystero.
Un complotto contro l’ordine costituito insomma, una sorta di leggenda metropolitana trasformatasi in realtà che getta la sua ombra persino sulle vicende politiche americane degli anni Sessanta. Oedipa potrebbe bollare il tutto come un brutto sogno e tornare alla sua vita normale, eppure deve andare avanti nella sua ricerca, anche se a tratti l’idea del complotto sembra solo il delirio di un paranoico, un castello di sabbia senza consistenza alcuna. E così anche noi che leggiamo siamo costretti a proseguire con lei, attendendo con ansia la parola definitiva su questa storia. Ma Pynchon non emette mai verdetti: lui semina solo inquietudini e così restiamo a domandarci quale fosse il messaggio nascosto dell’Incanto del Lotto 49.
Forse proprio l’importanza della comunicazione nella società contemporanea è la chiave di lettura di tutto il romanzo. I rimandi al mondo della comunicazione sono molteplici: la posta è il mezzo più antico degli uomini per mandarsi messaggi, il marito di Odeipa lavora in una radio, e d’altro canto possedere un mezzo di comunicazione occulto non è forse il primo passo per dominare la realtà?
In ogni caso amici razionalisti, rassegnatevi. Se siete persone a cui piace spiegare il mondo e vedere le cose ben distinte in bianco e nero lasciate pure perdere il postmodernismo. Pynchon, come DeLillo dopo di lui e molti altri, è uno scrittore che non regala nulla, a cui piace alludere e disilludere, disegnando meravigliosi arabeschi di personaggi, storie e vite.
Alla fine non possiamo che sederci per terra incantati a guardare i fili che si intrecciano e che danno vita al disegno. Ogni parte dell’arazzo è un piccolo capolavoro compiuto ma arrivare a penetrare il senso profondo di tutto il disegno è impossibile. Meglio lasciare che gli occhi rimangano stregati dalla sua bellezza nascosta.
Tags: libri, postmodernismo, Pynchon
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