Cinque artisti contemporanei

Scritto da doc.zero in Tuesday 12 February 2008 – 19:55 -

Uno dei piccoli piaceri della vita sta nel discutere di arte contemporanea con qualcuno che ha posizioni opposte alle vostre. Ne emergono litigate di durata infinita, spesso condite da insulti personali, colpi bassi, implicite accuse di ignoranza.
A dirla tutta, va bene anche se il vostro interlocutore condivide i vostri punti di vista: in questo caso basta cambiare in modo arbitrario le proprie posizioni.
Fondamentali gli idiomi: “lo so fare anch’io”, “l’arte non è presa per il culo”, “come fai a parlare di ciò che non conosci”, “sarà, ma io non lo capisco”: la polemica ne nasce naturalmente.
Le possibilità sono infinite: il vostro interlocutore ama il dadaismo? Scrivetegli col pennarellone sul coperchio del cesso “adesso vendimi”. Oppure, afferma citando Fantozzi che il ciclo di Cremaster è una cagata pazzesca? Accusatelo con verve di non capire niente - salvo poi insultare Damien Hirst, il Mengele degli animali. Cattelan, genio o buffone? “Questo lo sa fare anche mia nonna!”
L’importante è tenersi aggiornati: quindi, non aveste avuto il tempo di fare un salto ad Artefiera 2008, eccovi cinque argomenti di conversazione già pronti. Sono gli artisti che a me sono piaciuti, quindi mi raccomando, in eventuali commenti sotto con gli insulti!

1) Laurina Paperina è un’artista nata a Rovereto nel 1984. Nei suoi progetti usa uno stile ruvido alla Matt Groening per un’acuta satira sulle icone del pop contemporaneo. Supereroi, divi dei serial tv e del rock si sventrano in un feroce balletto: sono soprattutto gli artisti di grido, da Murakami a Cattelan, a subire mutilazioni e vendette realizzate con gli strumenti della propria arte… 

2) L’utilizzo della resina per incapsulare diversi materiali caratterizza le opere di David Reimondo. Meravigliosa la tastiera di pane tostato. Grande indecisione tra l’ammirazione artistica, e il desiderio di imburrare il tasto ctrl.

3) Si chiama Travellers l’ultimo progetto di Walter Martin e Paloma Munoz che creano scene in miniatura chiuse dentro una palla di vetro, di quelle da agitare per produrre piccole tempeste di neve. Il senso di meraviglia diventa inquietudine osservandone i piccoli dettagli feroci.

4) Jaume Plensa è un’artista catalano noto soprattutto come scultore (la sua Crown Fountain a Chicago è un bel connubio di scultura e videoarte). Ne abbiamo anche potuto apprezzare alcuni disegni ricchi di invenzione tipografica:

5) Infine, non posso chiudere che con un ulteriore dose di feticismo elettronico: l’endfile shop di Kate Pemberton, artista inglese con una passione per il punto e croce e per la pixel art (ma non saranno la stessa cosa?). Siamo rimasti ammaliati dalle sue coccarde di seta nera etichettate master e servant: il feticcio tecnologico incontra il linguaggio del bdsm…


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Inviato in 5 è il numero perfetto, Arte{juice} | 1 Comment »
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