Flow my tears, the Policeman said - Philip Dick

Scritto da Kitiana in Monday 18 February 2008 – 19:42 -

Per farmi perdonare la lunga assenza vi parlerò di un genio assoluto della narrativa americana: Philip Dick (che non a caso è stato definito il Borges statunitense e che sarebbe l’ora di far emergere dalla classificazione di genere: non un grande scrittore di fantascienza, ma semplicemente un grande scrittore). Perchè nella smisurata produzione di Dick ho scelto proprio un libro poco conosciuto come Flow my tears, the Policeman said? Non per tirarmela (^_^) ma solo perchè questo è il romanzo che mi ha fatto scoprire Philip Dick. Era il periodo in cui mi sfondavo di narrativa giapponese e trovai citato proprio questo libro in Amrita di Banana Yoshimoto (l’unico suo romanzo veramente bello). La protagonista di Amrita ritrova la memoria solo dopo aver letto Flow my tears, che, guarda caso, racconta di un’amnesia alla rovescia.

Jason Taverner infatti non ha perso la memoria: è stata la società a scordarsi di lui. Lui è un cantante famoso in tutto il mondo e all’improvviso si ritrova senza identità, in seguito ad un trauma violento si ritrova catapultato in un universo parallelo, che si differenzia dall’altro per un unico dettaglio: qui lui non esiste.

Inizia così la sua ricerca di se stesso, in una realtà �che è profondamente ostile verso chi non è nessuno.
I temi tanto cari a Dick ricorrono: la droga, lo straniamento dell’uomo di fronte alla realtà, l’assenza di certezze, la profonda solitudine, la percezione soggettiva del tempo e dello spazio (segnalo a questo proposito Occhio nel cielo e A scanner darkly).

La vena profetica di Dick pulsa sotto la pelle di questo romanzo: in uno stato poliziesco dove i sovversivi muoiono nei campi di concentramento e gli studenti crepano assediati nelle loro università, conta solo chi riesci a dimostrare di essere. Senza i suoi documenti a Jason non resta che il suo codice genetico potenziato, frutto di un esperimento, per salvare la pelle.
Questo è uno dei romanzi più sociali di Dick e anche più commoventi: l’amore che lega il poliziotto che dà la caccia a Jason a sua sorella è struggente e maledetto.
La società non solo non prevede seconde possibilità ma morde a fondo qualsiasi speranza di essere veramente se stessi….

(prossimo post sulla vita di Philip Dick, tra leggende e realtà)


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