Jamie Lidell - Jim [2008]

Scritto da pirassic in Saturday 21 June 2008 – 15:47 -

jamie lidell - jim

Con questo “Jim” , Jamie Lidell compie il percorso di avvicinamento alla tradizione della musica soul iniziato con “Multiply”, del 2005.

Lidell nasce come artista elettronico, sulla scia delle sonorità proprie di etichette “di genere” come la Warp Records e Spymania. Il primo lavoro, Muddlin Gear, si inserisce infatti nel filone della scena elettronica di fine anni novanta, insieme a nomi quali Squarepusher.

Il passaggio alla Warp coincide con l’uscita di Multiply, nel quale il nostro compie un grande lavoro di fusione tra i beat elettronici, i suoni sintetizzati e l’ispirazione, il canto, l’energia del funky e l’initimità del soul.

Jim è appunto il traguardo soul della carriere di Lidell: maggiore accento alle chitarre, al piano, ritmi funky e sound in genere più acustico: quello che Lidell vuole mettere in evidenza, riuscendo, è la grande qualità della scrittura e degli arrangiamenti, sicuramente i suoi migliori fino ad oggi.

Jamie Lidell - Jim vinile

Jim è quindi un disco soul in tutto e per tutto, ma non è solo un richiamo al passato: il nostro riesce infatti a mantenere l’impianto moderno del sound, grazie a sapienti spruzzate di suoni sintetizzati ed elettronica, inseriti in modo mai invasivo, sempre intesi ad impreziosire una sonorità che riesce ad essere , insieme, sofisticata e pop

Il disco ha la cover lucida e l’inserto stampato: il vinile è un po’ esile. Le etichette sono custom.

Anno: 2008
Etichetta:  Warp
Qualità vinile: Discreta
Qualità incisone: Ottima 

 


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Feist Live a Roma - Piper 28 Maggio 2008

Scritto da pirassic in Thursday 29 May 2008 – 13:46 -

Feist live in Rome at Piper

Il concerto dell’anno (Radiohead permettendo). Leslie Feist, magico folletto canadese, arriva a Roma, e nonostante la brutta venue scelta dall’organizzazione, incanta il pubblico con una performance - personale e della band - veramente di livello assoluto.

La nostra canta divinamente, suona divinamente, balla, coinvolge il pubblico, fa battute, si diverte, fa divertire, racconta storie (”ho abitato per 2 settimane a Roma, andavo sempre in giro in vespa insieme ad una mia amica, poi improvvisamente me ne sono andata a Parigi, ma la vita è ancora lunga… forse torno”), sciorina il meglio del suo repertorio senza restare identica alle registrazioni.

Leslie è in gran forma (anche fisica) , si diverte e lo si capisce, e ci regala una serata davvero memorabile … con diversi momenti solisti/acustici intensi ed esplosioni , anche danzerecce, quando attacca 1234, my moon my man…

Feist e la band

Il gruppo è formato da 5 polistrumentisti (di cui 3 fratelli!), e così gli arrangiamenti sono sempre azzeccati, tra glockenspiel, spruzzate di synth, chitarre, basso elettrico, marimba, batteria, piano, flauto, corno, sax…

Ed è la bellissima voce che la fa da padrona, sempre usata in modo azzeccato, mai sopra le righe, sempre intonatissima ed emozionante.

Merita una nota positiva anche lo show di ombre, luci e colori creato dal vivo da una coppia di ragazze dotate di lavagna luminosa e proiettato sullo schemo dietro alla band.. suggestivo e azzeccato.

L’acustica della sala è ottima, gli strumenti si sentono tutti distintamente e la voce è sempre presente, mai soffocata. Davvero uno spettacolo notevole… e ora tocca ai Radiohead :)


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The National - Boxer [2007]

Scritto da pirassic in Tuesday 20 May 2008 – 20:16 -

Un disco senza tempo, pur se vicino ad un certo “spleen” anni 80.

Profondo, cupo, riflessivo, come la voce di Matt Berninger. Il quarto album della band di Brooklyn è una delle migliori uscite del 2007, ed è un disco senza momenti deboli, senza cadute.

Sia nei momenti più rock (Mistaken for Strangers, Squalor Victoria), sia in quelli più intimi (Racing like a Pro), il sound dei The National, rimane sempre in bilico tra gli anni 70 e gli 80, rimanendo miracolosamente fresco, vivo, grazie ad una scrittura magistrale, 12 piccole canzoni capolavoro.

La voce di Berninger ti trascina giù, come sapeva fare quella del compianto Mark Sandman dei Morphine, ai quali i The National si possono accostare a momenti, come a momenti si possono accostare al migliore Bruce Springsteen.

Questa prima edizione in vinile è già fuori catalogo.

Fondamentale.

Anno: 2007
Etichetta: Beggars Banquet
Qualità vinile: Buona
Qualità incisone: Buona
Comprato da: Ebay


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Motorpsycho - Little Lucid Moments [2008]

Scritto da pirassic in Monday 5 May 2008 – 22:49 -

Motorpsycho - Little Lucid Moments

Dopo tanti anni, i Motorpsycho tornano a fare quello che riesce loro meglio: il mix tra rock n roll e psichedelia.

In questo Little Lucid Moments, in formato doppio LP (dischi da 180 grammi) ci sono appena 4 tracce, una per lato.

Gli episodi strumentali-psichedelici la fanno da padroni rispetto alle parti cantate, ed i nostri riescono a ricreare quei magnifici paesaggi sonori che li hanno resi celebri.

Clamori rock, brani cantati pop e break onirici si alternano in queste 4 lunghissime “suite” che sanno tantissimo di anni 70, ma non riscontriamo alcun esercizio di maniera: i 3 norvegesi hanno ritrovato la voglia di sperimentare, ed il loro tentativo suona, nonostante i richiami “vintage“, estremamente sincero.

Anno: 2008
Etichetta: Stickman Records
Qualità vinile: Ottima
Qualità incisione: Molto buona
Comprato da: Rock Bottom, Firenze


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Custom Rega P3-24 - Parte 4: Acrylic Platter

Scritto da pirassic in Sunday 27 April 2008 – 22:13 -

GrooveTracer Acrylic Platter

 
Ok, lo ammetto: il passaggio dal caratteristico piatto di vetro, che troviamo in dotazione al P3 da molti anni a questa parte, al piatto di materiale acrilico, significa un po andare contro alla filosofia costruttiva del nostro giradischi, ossia “less is more”. Questo componente infatti costituisce una modifica molto evidente ed importante nel look e nel sound.

Prodotto dal grande Frank e dalla sua GrooveTracer, questo piatto è costruito appositamente per rimpiazzare l’originale Rega: pesa esattamente uguale, ma essendo il materiale acrilico meno denso del vetro, è molto più massiccio, consentendo appunto al motore di portare più massa a parità di energia necessaria alla rotazione.

Più massa significa più stabilità sonora, meno micro-fluttuazioni. Il risultato? L’immagine si apre notevolmente, acquistando tantissima chiarezza… un po come se il suono si “separasse” dai diffusori e fosse in grado di avvolgere totalmente l’ambiente… creando quella che gli audiofili chiamano “la scena”. Le frequenze alte, inoltre, acquistano molto in dettaglio.

Il piatto è fatto in modo da non necessitare di tappetino per la riproduzione.

Infine… è proprio bello e dona al nostro P3-24 un look decisamente più— hi end!


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Tool - Lateralus [2001]

Scritto da pirassic in Tuesday 15 April 2008 – 22:57 -

Tool - Lateralus LP

L’album della definitiva consacrazione , commerciale e di critica, dei Tool.

Uscito 5 anni dopo il capolavoro Aenima, dopo una controversa vicenda di un disco “fantasma” annunciato, poi trapelato dall’allora (era un’altra era!) rivoluzionario sistema di file sharing Napster, ci propone la band di Los Angeles nella sua versione più cupa e e difficile.

Il suono, rispetto al disco precedente, si ispessice, i brani diventano lunghi (a volte molto lunghi) , la chitarra più pesante e la batteria di Danny Carey diventa ancora più protagonista, dettando ritmi complicati, spezzati, dispari, che diventano il marchio di fabbrica, indistinguibile, dei nostri.

I Tool rafforzano inoltre la loro aura di mistero, di esoterismo, realizzando un album che non posso definire altro che “nero”. Il singolo Schism (un singolo di oltre 7 minuti!) vince addirittura il Grammy Award.

La versione in mio possesso è una edizione limitata composta di un doppio picture disc pesante, con la cover dai colori cangianti e dal tema di sapore esoterico. Nella copertina non è mai scritto il nome del gruppo, nemmeno nella costola, nè i nomi delle tracce.� Gli interni sono di carta lucida nera.

Anno: 2001
Etichetta: Tool Dissectional - Volcano Ent.
Qualità incisione: Ottima
Qualità vinile: Ottima
Comprato da: Ebay


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Techstuff - Vinile

Scritto da pirassic in Sunday 13 April 2008 – 12:20 -

I video di Techstuff sono tutti bellissimi, e quello sul vinile in particolare!


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Custom Rega P3-24 Parte 3: Le punte

Scritto da pirassic in Tuesday 1 April 2008 – 23:00 -

Ovvero, come trasformare un buon giradischi in un gran giradischi - parte 3.

Gli appassionati di hi-fi sanno molto bene che il corretto posizionamento dei propri apparecchi sulle superfici d’appggio (tavoli, mensole, panche o quant’altro) influisce molto sul suono.

A questo proposito esistono dei mobili appositamente studiati per isolare ogni componente del proprio impianto in modo che, appoggiando su superfici rigide ed acusticamente non risonanti, possano esprimere le loro potenzialità al meglio senza propagare le vibrazioni che naturalmente emettono suonando al piano o mobile d’appoggio: appoggiare per esempio un giradischi o un amplificatore su una panca di legno o su una libreria farà certamente sì che nella stanza si senta..suonare anche il mobile!!

Il problema è… che questi mobili appositamente creati per l’hi fi costano un occho della testa! Se siete come me, avrete proprio poca voglia di spendere centinaia di euro per qualcosa… che non suona.

Per fortuna, però, esistono le punte… Usarle è economico ed estremamente soddisfacente.

Mi sono fatto prestare tre punte di acciaio per apparecchi hi-fi da mio zio.

Ho svitato con un cacciavite a stella i tre piedi di gomma che tengono in piedi il mio giradischi Rega P3-24.

Ho preso tre pezzetti di biadesivo e ho attaccato le punte in acciaio al posto dei piedi di gomma.

Il risultato… mi ha sbalordito! Queste punte si trovano per pochi euro in qualsiasi negozio di hi fi, e fanno davvero una grande differenza: la chiarezza e la nitidezza del suono sono notevolmente migliorate, e la scena si è aperta in modo soprendente!

Mai sottovalutare l’isolamento acustico del proprio giradischi dal piano d’appoggio… ma perchè Rega non ha messo le punte sul P3-24 come dotazione standard?


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Soundgarden - Down on the Upside [1996]

Scritto da pirassic in Monday 31 March 2008 – 18:33 -

soundgarden - down on the upside

L’ultimo e il migliore disco dei Soundgarden.

Finalmente sono riuscito a trovare una copia in vinile (ad un prezzo umano) del capolavoro della band di Seattle di Chris Cornell e soci… guarda caso mentre girano voci di una possibile reunion dopo lo scioglimento degli Audioslave.

Lontanissimi dal grunge pesante degli esordi e anche dalla bellissima cupezza del loro celeberrimo Superunknown, i quattro autoproducono un lavoro in equilibrio tra aggressività, riff “storti”, melodia, spleen, psichedelia, influenze punk e country.

Un vero e proprio capolavoro, uno dei picchi qualitativi degli anni ‘90 e -per me- uno dei dischi rock più belli.

Non ci sono momenti di debolezza: scrittura ai massimi livelli. La voce di Cornell è notevolmente migliore rispetto a quanto si sentirà successivamente con gli Audioslave.

La confezione del doppio LP è in gatefold (apribile) , con le buste di carta sulle quali sono scritti i testi e i vinili hanno le etichette custom. Ottima stampa inglese, anche se avrei preferito un po di spessore in più dei supporti.

Anno: 1996
Etichetta: A&M
Qualità incisione: Ottima
Qualità vinile: Discreta
Comprato da: Pink Moon Records Roma


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Feist - The Reminder [2007]

Scritto da pirassic in Sunday 16 March 2008 – 23:04 -

Sicuramente uno dei dischi più belli del 2007.

Terza opera solista della bravissima cantante, autrice e chitarrista canadese, uscito 3 anni dopo l’acclamato Let it Die e la partecipazione nel collettivo Broken Social Scene.

Questo “The Reminder” è un disco per larghi tratti più scuro e riflessivo del precedente, arricchito da arrangiamenti minimali , sempre molto sottili e mai invasivi, che tendono a valorizzare la voce e lo scheletro compositivo di ogni canzone.

Feist riesce sempre, ora nei momenti intimisti, ora in episodi più “scanzonati” come 1234, diventata addirittura la canzone che la Apple ha scelto per pubblicizzare i nuovi iPod, a creare della musica bellissima, grazie ad una voce particolare ed evocativa e a una produzione azzeccatissima, mai banale, mai commerciale, mai patinata e dal sound molto “indipendente”.

La produzione è centrale: la voce ha un timbro molto “medioso” e microfonico, e per tutta la durata del disco si avverte netto un “soffio” da registrazione analogica molto presente…Scelte oggi inusuali ma veramente efficaci.

Il tocco decisivo però è il vinile bianco, con le etichette custom, semplicemente fantastico. MOLTO fetish.
La copertina è ruvida-opaca e l’inner contiene i testi.

Anno: 2007
Etichetta: Polydor
Qualità incisione: Ottima
Qualità vinile: Molto buona
Comprato da: Rock bottom, Firenze


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Avant.POP RADIO! La Radio 3.14

Scritto da pirassic in Friday 7 March 2008 – 15:41 -

Da oggi, come tutti i blog più fighi, abbiamo una radio!

Per adesso trasmettiamo la musica che ci piace (e che si possa ascoltare in orario di lavoro senza incastrarsi troppo il cervello), ma se avete sproloqui registrati, canzoni da far conoscere al mondo, audio rubati con le microspie al vostro vicino di casa, mandateceli e li metteremo volentieri in playlist.

Per ascoltare la radio basta premere il tasto PLAY che si vede nella barra a destra… esatto, quello sotto il titolo della canzone.

In playlist (che aggiorneremo costantemente): Radiohead, Menomena, Efterklang, Fink, Dredg, Cat Power, Antony, A Perfect Circle, Jaga Jazzist, Oceansize, Statless, Feist… e molti altri!!


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Telefon Tel Aviv - Farenheit Far Enough [2001]

Scritto da pirassic in Friday 29 February 2008 – 16:46 -

Il primo, stupendo disco dei Telefon Tel Aviv, duo di Chicago composto da Charles Cooper e Joshua Eustis , è a buon titolo il loro manifesto musicale.

Interamente strumentale, è composto di brani in cui si intersecano linee eteree e raffinate spesso suonate da un piano Rhodes , ritmi di stampo elettronico e glitch che danno vita a canzoni dolci, lente, dilatate, giocate sulla predominanza alternata di ritmo e melodia.

Un pop (o glitch-pop) molto, molto elegante e accessibile, ma in cui è costantemente in evidenza la maniacale ricerca sonora dei due americani, in cui i dettagli sonici assumono un’importanza estrema nell’economia delle composizioni; un’elettronica che diventa calda e umanizzata, senza alcuna velleità danzereccia o ruffiana, ma molto vicina, intima.

Il vinile che ho fotografato rappresenta la prima edizione in disco singolo, successivamente ristampato in formato 2LP, ma in questo caso la qualità data dal minore spazio tra i solchi non è assolutamente pregiudicata.

E’ un gioiello, suona in modo spettacolare; si tratta del classico disco in cui il calore e la tridimensionalità della riproduzione analogica diventano un fattore decisivo per il pieno godimento dell’ascolto..

La cover è lucida e non ci sono inserti illustrati.

Da segnalare anche il successivo Map of what is effortless, in cui emergono maggiori elementi soul e viene introdotto il canto in molti brani.

Anno: 2001
Etichetta: Hefty Records
Qualità incisione: Ottima
Qualità vinile: Buona
Comprato da: Rock Bottom, Firenze


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Oceansize - Everyone into Position [2005]

Scritto da pirassic in Monday 25 February 2008 – 23:24 -

Oceansize - Everyone into Position

Neo-Prog. Art Rock.

Gli oceansize sono un gruppo di Manchester assolutamente fuori dal tempo.
Canzoni lunghe, articolate, metriche dispari e ampi spazi strumentali sono le loro caratteristiche salienti, ma non concedono mai spazio al virtuosismo, al “suonarsi addosso”, al solismo come molti altri gruppi cosidetti “progressive” o “neo-progressive”.

La loro musica quindi presenta richiami appartenenti al passato ma con il linguaggio e gli strumenti di oggi.

Sanno intrecciare pesantissimi muri chitarristici (3 chitarre) a break onirici , tutto condito con metriche dispari e linee vocali molto aperte.

Questo “everyone into position” è il loro secondo album ed è forse quello in cui la loro complessità viene fuori maggiormente, in un caleidoscopio di brani molto diversi tra loro eppure uniti da quel sottile filo di follia e di sperimentazione che li caratterizza.

Doppio LP con copertina ruvida ed inserti illustrati con testi sul retro. Pregevolissimo l’artwork.

Il loro ultimo eccezionale disco, uscito nel 2007, “Frames“, non è ancora stato stampato in vinile.

Anno: 2000
Label: Beggars Banquet
Qualità incisone: Buona
Qualità Vinile: Buona
Comprato da: eBay UK


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Efterklang - Parades [2007]

Scritto da pirassic in Tuesday 19 February 2008 – 9:29 -

Efterklan - Parades - Cover
Gli Alieni Danesi.

Il collettivo di Copenhagen dal nome Efterklang propone una musica aliena, glaciale, futura, fatta di microelettronica pulsante, beat minimali, glitch e suoni computerizzati contrapposti a degli strumenti inusuali nel mondo della musica electro, soprattutto fiati — Trombone, Tuba, Fagotto, Flauto, Clarino, ma anche archi e cori di molteplici elementi che aumentano ancora la dimensione straniante di questo gruppo che scavalca le etichette di elettronica, post rock e musica d’ambiente in un modo veramente unico.

Anche la bellissima cover, vagamente escheriana e dai colori di dimensione onirica, contribuisce a fare degli Efterklang qualcosa di veramente insolito acusticamente e visivamente.

Efterklang - Parades - Interno

Doppio LP a 45 giri con copertina cartonata ruvida e dischi pesanti 180 grammi.

Anno: 2007
Label: Rumraket / Leaf
Qualità incisone: Ottima
Qualità Vinile: Ottima
Comprato da: Rock Bottom Firenze


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Custom Rega P3-24 - Parte 1: la testina

Scritto da pirassic in Wednesday 13 February 2008 – 22:47 -

Ovvero, come trasformare un buon giradischi in un gran giradischi - parte 1.

Audio Note iQ-I

Il mio giradischi è un Rega P3-24.
Si tratta di un oggetto le cui origini risalgono alla fine degli anni 70; fu concepito per avere performance di alta classe mantenendo un prezzo alla portata di molti … 38 anni dopo il prodotto si è molto evoluto, ma il concetto è rimasto lo stesso: niente fronzoli, massima affidabilità, zero concessioni all’estetica, massima economia di realizzazione, ottimo suono di base.

Un Rega P3-24 oggi lo si trova “su strada” a prezzi intorno ai 600-700 euro testina Elys2 (sempre marchiata Rega) compresa, il che, per un componente che a buon titolo possa definirsi hi-fi, è un ottimo prezzo “chiavi in mano”.

Sostanzialmente, è composto da un piano di materiale composito molto economico, un motore a cinghia molto stabile, un braccio eccellente (il mitico RB-300 che continua a fare la storia dei riproduttori analogici moderni, adesso evoluto nel modello RB-301), un piatto rotatorio di vetro trasparente, un tappetino di lana.

Niente regolazioni del braccio in altezza, niente meccanismi servoassistiti, niente design, niente soluzioni tecnologice d’avanguardia: la filosofia del progetto è da sempre “less is more.”

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