It’s DEVO time!

Scritto da costanza in Sunday 29 June 2008 – 10:59 -

I DEVO hanno sempre spaccato, sono sempre stati ultra-fashion, anche quando hanno suonato l’anno scorso a San Sebastian con la pancetta da birra da cinquantenni. Il video qui sotto è un po’ vecchio, ma io l’ho sempre adorato. Le macchine, i motori, le modelle bicolori, è tutto dannatamente perfetto!


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In my room

Scritto da costanza in Wednesday 25 June 2008 – 18:49 -

Ho sempre avuto l’impressione che tutte le canzoni dei Massive Attack fossero scritte per persone chiuse in una stanza. In particolare il trascurato 100th Window mi è sempre sembrato un disco incredibilmente bello. Un disco particolarmente adatto da ascoltare in qualche sera afosa estiva in cui si vorrebbe che tutto fosse solo un po’ più leggero da sopportare.

Da quel disco ripesco questo incredibile video:


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Aviator

Scritto da costanza in Wednesday 25 June 2008 – 6:23 -

Questo video mi fa pensare che i sogni che stanno insieme con lo scotch a volte sono i più resistenti e che i Beatles ogni volta che li riascolto mi sembrano sempre più immensi.


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Jamie Lidell - Jim [2008]

Scritto da pirassic in Saturday 21 June 2008 – 15:47 -

jamie lidell - jim

Con questo “Jim” , Jamie Lidell compie il percorso di avvicinamento alla tradizione della musica soul iniziato con “Multiply”, del 2005.

Lidell nasce come artista elettronico, sulla scia delle sonorità proprie di etichette “di genere” come la Warp Records e Spymania. Il primo lavoro, Muddlin Gear, si inserisce infatti nel filone della scena elettronica di fine anni novanta, insieme a nomi quali Squarepusher.

Il passaggio alla Warp coincide con l’uscita di Multiply, nel quale il nostro compie un grande lavoro di fusione tra i beat elettronici, i suoni sintetizzati e l’ispirazione, il canto, l’energia del funky e l’initimità del soul.

Jim è appunto il traguardo soul della carriere di Lidell: maggiore accento alle chitarre, al piano, ritmi funky e sound in genere più acustico: quello che Lidell vuole mettere in evidenza, riuscendo, è la grande qualità della scrittura e degli arrangiamenti, sicuramente i suoi migliori fino ad oggi.

Jamie Lidell - Jim vinile

Jim è quindi un disco soul in tutto e per tutto, ma non è solo un richiamo al passato: il nostro riesce infatti a mantenere l’impianto moderno del sound, grazie a sapienti spruzzate di suoni sintetizzati ed elettronica, inseriti in modo mai invasivo, sempre intesi ad impreziosire una sonorità che riesce ad essere , insieme, sofisticata e pop

Il disco ha la cover lucida e l’inserto stampato: il vinile è un po’ esile. Le etichette sono custom.

Anno: 2008
Etichetta:  Warp
Qualità vinile: Discreta
Qualità incisone: Ottima 

 


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Compilation di Spot anni 80

Scritto da pirassic in Friday 20 June 2008 – 16:28 -

Su tutti, Tabù e la psichedelicissima Aranciata Sanpellegrino!!!


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Il Postmoderno Estemporaneo

Scritto da pirassic in Wednesday 18 June 2008 – 16:01 -

Firenze, Piazza della Repubblica, ora di pranzo del 18 Giugno 2008.

Secondo voi qual’è il messaggio intrinseco che l’anonimo ha voluto lasciare?

Il Postmoderno Estermporaneo


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Love, violence…nothing else

Scritto da costanza in Monday 16 June 2008 – 6:38 -

La redazione di Avantpop da il suo contributo per far salire l’Hype dei concerti di Milano.


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Human Behaviour versus Human Nature

Scritto da costanza in Friday 13 June 2008 – 21:56 -

Bjork e Madonna si sono interrogate entrambe sulle imprescrutabili ragioni del comportamento umano. Se Bjork riflette appunto sull’icomprensibilità dele genere umano, Madonna invece coglie l’occasione per ribadire che non si pente mai di quello che ha fatto e come darle torto.

Express yourself don’t repress yourself!


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Annotazione H/145 (13/08/2018 - 11:35)

Scritto da lg in Thursday 12 June 2008 – 13:55 -

Negli ultimi tempi, le giornate di fine agosto si sono fatte opprimenti: il caldo torrido ha reso l’aria tanto vischiosa da rallentare i movimenti. E’ colpa dell’ozono o dello smog o di qualsiasi altra cosa. E’ certo che dovrà pure esserci un responsabile: altrimenti che senso avrebbe un clima così insopportabile?

Questi pensieri trapassano il cervello di Moog al massimo della velocità consentita in tali circostanze; considerando che anche la qualità del suo tessuto neurale è una variabile da tenere in considerazione: con estrema lentezza. Moog è un esemplare maschio di circa trenta anni, addomesticato senza troppe difficoltà. Si lava i denti con regolarità, cura la propria igiene, ma senza esagerare. Nonostante questo, il suo giovane corpo è appesantito da una vita sedentaria. L’acquisto di una cyclette potrebbe creare le giuste condizioni mentali per una riduzione del peso.

Lo troviamo seduto al tavolo della cucina. Si guarda le mani, le annusa, le studia. Guarda il pavimento. Pensa. E’ qualche giorno, ormai, che è inquieto: una strana sensazione di disagio si è attaccata con gli artigli alla sua anima e non riesce a scrollarsela di dosso.

La luce della sera se ne frega ed entra di traverso dalle persiane socchiuse per il caldo: le zone di ombra e quelle di luce si dividono lo spazio, in modo netto e senza compromessi. Legate da un accordo sinistro, indiscutibile, l’una lascia il posto all’altra, giorno dopo giorno, anno dopo anno, secolo dopo secolo, millennio dopo millennio. E Moog fissa con ostinata insistenza l’evolvere geometrico delle figure sul pavimento consumato. Uno degli ultimi rettangoli di luce sfiora delicatamente la punta della sua scarpa sinistra. Sta arretrando alla velocità della luce: se solo riuscisse a fermarlo per qualche secondo, la sua vita cambierebbe, lui sarebbe un uomo migliore e Rosby ne sarebbe orgogliosa.

L’ineluttabile destino dell’alternanza è messo fuori gioco da un gesto violento e deciso che improvvisamente toglie a Moog ogni speranza di redenzione: Rosby spalanca le persiane ed una luce arancio robbia travolge qualsiasi cosa, senza pietà.

I loro occhi si incrociano un istante prima che lei si sieda di nuovo sul divano logoro. Il suo magro corpo è vinto dalla forza di gravità e mentre si accomoda sui cuscini semi-impermeabili, ogni suo piccolo movimento provoca degli strani suoni appiccicosi. Lei guarda la televisione ed è un’esemplare femmina che ha circa la stessa età di Moog. E’ spenta. Il suo giovane corpo è gracile; nonostante sia molto più attenta all’igiene personale dell’altro esemplare, i suoi capelli sembrano sporchi e la sua pelle è costantemente coperta da una patina di unto. I suoi denti, invece, sono sani. Sicuramente non è bella e nemmeno graziosa: è un mucchio di ossi disarticolato che si muove a scatti improvvisi. Tutto quello che le abbiamo fatto ha avuto un impatto piuttosto traumatico nella psiche di questo esemplare: il suicidio pare l’unica soluzione percorribile fino a che nuove metodologie psichiatriche non verranno messe a punto.

Le nuove condizioni atmosferiche che si sono create nella stanza, dopo che le persiane sono state spalancate non lasciano indifferente Moog. La luce del tramonto ha svelato dettagli inquietanti. Il contrasto accentuato ha definito i confini senza esitazioni, svelando le esatte dimensioni delle cose: gli elettrodomestici sono giganti. Hanno proporzioni disumane e prepotenti e sono capaci di esprimere una violenza priva di rimorsi, la stessa di cui solo Dio è capace. Moog ne è impressionato e terrorizzato. Rosby, rannicchiata sul divano. Le mura sono troppo vicine, il soffitto è troppo basso. Continueremo ad avvicinarle ancora nei prossimi giorni. Occupano il loro spazio vitale: tutto quello che gli resta. Qualche metro quadrato, impestato da un odore fetido e da elettrodomestici bellicosi, al quarto piano di un condominio. Forse può fare ancora qualcosa per lei. Con queste forze in gioco, i suoi dubbi superano di gran lunga le sue certezze. Che siano le sue mani a puzzare in questo modo? O forse è lei, sudata e incollata al divano?


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freeComics widget

Scritto da pirassic in Tuesday 10 June 2008 – 14:12 -

le migliori strisce a fumetti usa aggiornate quotidianamente

Se, come me, siete amanti delle striscie a fumetti che appaiono quotidianamente su giornali e riviste americani, non potete perdere questo eccezzzzionale widget (solo per mac, sorry), che porta direttamente sulla vostra scrivania i migliori fumetti, costantemente aggiornati, dei migliori autori USA.

Dilbert, Calvin & Hobbes, Andy Capp, Neurotica, Boondocks e decine di altri… a portata di mouse.

freeComics

Imperdibile!


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Choke

Scritto da costanza in Tuesday 10 June 2008 – 7:36 -

Ero all’inizio della mia adolescenza. Musicalmente ero onnivora, mi piaceva tutto, divoravo tutti i dischi che avevo in casa, dai Beatles di mio padre a Like a prayer di Madonna di mia madre. Anche Antonello Venditti andava bene in quel periodo di pionieristica avanscoperta nel mondo della musica. Alcuni di quei gruppi e cantanti sarebbero rimasti per sempre, altri no. In televisione girava tantissimo questo video (1993), probabilmente una delle ultime cose davvero belle che abbiano fatto i Duran Duran. Pomeriggi interminabili in cui anchio mi sentivo così, come una sirena incatenata sul fondo dell’oceano. Non potevo neache immaginare che quella sensazione di soffocamento non mi avrebbe mai più abbandonata.

 

Who do you need?
Who do you love?
When you come undone

 


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“Le luci della centrale elettrica” e “Branislav Kropilak”

Scritto da logu in Monday 9 June 2008 – 14:30 -

Mi pare di essere una mia amica che scrive di musica e (arte) fotografia insieme e di come le evocazioni incrociate fanno star bene e fanno crescere la fantasia.

Ascoltando il bellissimo disco “Musica da spiaggia deturpata” di Vasco Brondi chiamato anche “le luci della centrale elettrica” one-man-band, mi sono tornate in mente le foto di Kropilak fatte proprio di notte a centrali, industrie, parcheggi.

kropilak

Inutile dilungarsi.. inutile dire come sia la musica che le foto rimandino a periferie desolate e solitudine generazionale.. ascoltare e guardare..


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Retro.pop

Scritto da bombo in Sunday 8 June 2008 – 18:16 -

Un salto indietro nel tempo per ammirare queste caricature di Paolo Garretto (Giornale d’Italia, La Tribuna, New Yorker, Vanity Fair, ecc… mica ma le è!).


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Rinascimento Virtuale is coming!!!

Scritto da costanza in Friday 6 June 2008 – 9:36 -


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It’s all fun and games until someone loses an eye

Scritto da costanza in Thursday 5 June 2008 – 9:20 -

Spider, un racconto a metà tra l’horror e la black commedy. Penso che questa allegra storia sia una metafora molto più profonda di quello che sono relamente le relazioni sentimentali.


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