Soundgarden - Down on the Upside [1996]

Scritto da pirassic in Monday 31 March 2008 – 18:33 -

soundgarden - down on the upside

L’ultimo e il migliore disco dei Soundgarden.

Finalmente sono riuscito a trovare una copia in vinile (ad un prezzo umano) del capolavoro della band di Seattle di Chris Cornell e soci… guarda caso mentre girano voci di una possibile reunion dopo lo scioglimento degli Audioslave.

Lontanissimi dal grunge pesante degli esordi e anche dalla bellissima cupezza del loro celeberrimo Superunknown, i quattro autoproducono un lavoro in equilibrio tra aggressività, riff “storti”, melodia, spleen, psichedelia, influenze punk e country.

Un vero e proprio capolavoro, uno dei picchi qualitativi degli anni ‘90 e -per me- uno dei dischi rock più belli.

Non ci sono momenti di debolezza: scrittura ai massimi livelli. La voce di Cornell è notevolmente migliore rispetto a quanto si sentirà successivamente con gli Audioslave.

La confezione del doppio LP è in gatefold (apribile) , con le buste di carta sulle quali sono scritti i testi e i vinili hanno le etichette custom. Ottima stampa inglese, anche se avrei preferito un po di spessore in più dei supporti.

Anno: 1996
Etichetta: A&M
Qualità incisione: Ottima
Qualità vinile: Discreta
Comprato da: Pink Moon Records Roma


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Wait until Spring, Bandini - John Fante

Scritto da Kitiana in Saturday 29 March 2008 – 14:30 -

Il muratore Svevo Bandini aspetta la primavera per poter riprendere a lavorare.
Suo figlio Arturo aspetta che la neve si sciolga per poter giocare a baseball.
Entrambi attendono una speranza senza nome, una svolta nelle loro esistenze di morti di fame, quella promessa di rinascita che ci tiene vivi nei lunghi inverni e che svanisce all’improvviso quando la primavera alla fine arriva.

Nel suo primo romanzo sulla saga della famiglia Bandini c’è già tutta l’amarezza e la ferocia di Fante, uno scrittore che si meriterebbe di essere sdoganato dall’etichette di narratore degli emigrati italiani in America. Per carità, i temi ci sono tutti. L’arretratezza culturale, la miseria, la voglia di emergere, la diversità marchiata nell’anima, in fondo agli occhi. Ma c’è qualcosa che va oltre.

“Di una cosa sono sicuro: tutta la gente della mia vita di scrittore, tutti i miei personaggi si ritrovano in questa mia prima opera. Di me non c’è piú niente, solo il ricordo di vecchie camere da letto, e il ciabattare di mia madre verso la cucina”. Così Fante scrisse in punto di morte di questo libro e non c’è da stupirsi.

La storia è semplice: la famiglia Bandini è sommersa dai debiti perchè la neve impedisce al padre di lavorare. Svevo è un padre padrone atipico, pieno di debolezze eppure forte, ignorante eppure capace di grande fiducia in se stesso.
La moglie Maria è la donna nata per abnegarsi per il marito eppure la sua debolezza ferisce più dei pugni di Svevo.
Arturo è il figlio maggiore della coppia e quello che più soffre la condizione di emigrante. Arturo vorrebbe essere americano, semplicemente per non essere costretto a vergognarsi di quello che è.
Perchè in realtà Arturo mentre vuole rinnegare le sue radici non riesce a staccarsene: il modello principale, odiato e amato, è suo padre, una figura che Arturo adora soprattutto nel suo egoismo e nella sua determinazione, come se ferire gli altri e la sua famiglia fosse l’unico mezzo che rimane a Svevo per essere padrone della sua vita, dominatore di un suo universo.

Anche questo come le Correzioni di Frantzen è un libro che ci porta nel cuore di una famiglia e Fante è capace di fini narrazioni psicologiche, meno contemporanee di quelle di Frantzen ma non per questo meno attuali.
Memorabile la scena finale in cui Bandini lascia la casa della ricca amante per tornare dalla moglie e dai figli, richiamato da un senso di ineluttabilità che gli deriva dalla consapevolezza dell’accettare il suo posto nel mondo.
Aspettando che arrivi una primavera che non verrà mai.


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Erykah Badu ‘Honey’

Scritto da costanza in Friday 28 March 2008 – 20:45 -

Con molta probabilità uno dei video dell’anno. Erykah entra nei dischi più celebri della musica black (anche se mostra una particolare predilezione per i Beatles). Personalmente adoro la parte in cui si sostituisce a Andrè 3000 nell’ormai celebre video degli Outkast. Se penso che Andrè è il suo storico ex marito* allora il cerchio si chiude in modo sublime.

* Andrè scrisse per la madre di Erykah questo celebre pezzo.


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MILK GONE BAD ::: design + illustration exhibition ::: venerdì 28 marzo ‘08 ore 21

Scritto da bombo in Wednesday 26 March 2008 – 13:07 -


A n A t o m i c F a c t o r y e B o m b o !
presentano in anteprima

M I L K� G O N E� B A D

La nuova serie di lampade da collezione
nate dall’incontro delle due differenti realtà artistiche.
Spunto di riflessione del progetto è l’ambiguità delle merci
che spesso nascondono una seconda natura.
Le lampade, a metà strada tra i “toys” e l’oggetto d’arredamento,
sono fatte come un packaging del latte; ognuna è un soggetto della serie;
quando la luce si accende appare il reale contenuto del prodotto:
un sorprendente mondo immaginario di muffe.


Inaugurazione della mostra
GINGER ZONE
ore 21 venerdì 28-03-08
P.zza Togliatti Scandicci Firenze
info: 055/2593933
info@gingerzone.net


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Music is Freedom!

Scritto da costanza in Tuesday 25 March 2008 – 16:50 -

“Soulja Boy” / “Can’t Touch This” medley, choreographed by a
whole Filipino male penitentiary.


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Le correzioni - Jonathan Franzen

Scritto da Kitiana in Saturday 22 March 2008 – 15:11 -

Rimuovere, occultare, correggere. Tutto in nome dell’apparenza, della reputazione, della finzione di una perfezione senza sbavature. La famiglia è la prima a correggere, a nascondere dentro il suo seno profondo le debolezze e le scorrettezze dei singoli membri, a trascinarli sulla strada maestra quando sgarrano.
Ritratto impietoso quello che Jonathan Franzen ci mette davanti nel suo romanzo ‘Le correzioni’, che ci racconta i panni sporchi di una famiglia americana che assomiglia pericolosamente alle nostre.
Una dolorosa operazione di decostruzione e ricostruzione dei punti di vista ci restituisce l’immagine di un’infelicità profonda, mascherata sotto il successo professionale, l’orgoglio, la malattia.
Enid e Alfred sono una coppia ormai anziana che paga lo scotto di una vita di rimpianti e amarezza: il padre despota sta scivolando nella demenza e la madre schiava delle apparenze sfoga sul marito e sui figli le sue delusioni matrimoniali.

Enid e Alfred hanno tre tre figli (Gary, Chip, Denise) cresciuti secondo i sacrosanti valori americani e puritani. Peccato che nessuno di loro sia perfetto, nonostante le numerosi ‘correzioni’ a cui la madre ha cercato di sottoporli. Gary nasconde con il successo professionale il fallimento del suo matrimonio e il suo alcolismo. Chip perde il posto di docente universitario per una relazione con una sua studentessa e tenta una truffa in Lituania. Denise, grande chef in un ristorante prestigioso, non sa convivere con la propria bisessualità.

In realtà sono tutti dei falliti ma il loro fallimento deriva proprio da un modello fasullo di perfezione a cui è impossibile adeguarsi.
Nessuno di loro riesce ad amarsi né ad amare gli altri per quello che sono. Per questo tutti sono preda di nevrosi, ossessioni e varie forme di dipendenza. Chi non si ritrova almeno un poco nelle debolezze dei figli, chi non intravede nella frustrazione della madre, nella debolezza del padre, qualcosa della propria storia familiare? Eppure potrebbero essere se non felici per lo meno sereni. Eppure la famiglia potrebbe essere il rifugio dalle ansie del mondo, invece che il luogo dove subire il martirio delle aspettative deluse.
‘Le correzioni’ colpisce là dove la carne è più tenera, laddove ciascuno di noi riconosce la pressione e i meccanismi perversi di una società che esige l’impossibile e di una famiglia che ne diviene lo specchio.


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Andrzej Dragan

Scritto da logu in Thursday 20 March 2008 – 10:09 -

Quando parleranno dell’ “Effetto LOGU” saprò di essere arrivato. Per adesso parlano dell’Effetto Dragan, dal nome dell’autore, Andrzej Dragan che l’ha inventato.
In pratica lui è diventato celebre con quesi ritratti riconoscibilissimi e amatissimi. David Linch ne ha commissionato uno che è nell’homepage del sito di Dragan (metà della faccia è lui).
Lo stile è drammatico e ci allontana dalla realtà. Spesso ci sembra di guardare normali ritratti ma se si osserva bene un tutorial (2) dove si parte da una foto normale e si arriva al lavoro finito si scopre quanto lavoro ci sia dietro ad ogni immagine.


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Collage AvantPop

Scritto da pirassic in Wednesday 19 March 2008 – 13:43 -

Collage Avantpop

di Diego Gabriele


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Ask to Adolf: AVANTI POP! 2° PUNTATA

Scritto da Adolf in Monday 17 March 2008 – 12:02 -

Ecco la 2° parte del programma politico di Stella della Senna che aveva perso tanto tempo per scrivermi e mettermi al corrente delle sue idee.

Visto che non ho voglia di leggere tutta la sbobba che ha scritto e che soprattutto non me ne fotte un tubo delle idee degli altri preferisco fare ctrl+c e ctrl+v e farlo leggere a voi che so che vi bevete qualsiasi minchiata venga detta e scritta su un blog.

Auguri

Vostro Adolf

PS. Il lunedì fa schifo per tutti

PROGRAMMA POLITICO (2°Parte), la 1° la troverete in qualche post addietro

Salute. La salute non e’ assenza di malattia, ma benessere, equilibrio ed armonia con l’ambiente circostante. Le peggiori piaghe di questo secolo, cardiopatie, tumori e disagi psichiatrici, provengono da uno scorretto stile di vita (come un alimentazione troppo abbondante, stress, vita sedentaria and so on). La nostra azione di governo sara’ rivolta sopratutto alla prevenzione di queste problematiche piuttosto che alla cura, incentivando gli individui a fare sport, lavorare di meno e trombare di piu’…

Rifiuti: Il rifiuto non deve esistere. Se qualcuno lo produce si deve occupare anche del suo smaltimento. Pertanto propongo di tassare il rifiuto all’origine del suo processo produttivo (roughly, quando vai al supermercato, paghi una tassa per quello che compri e diventera’ rifiuto).

Traffico: Il trasporto automobilistico individuale e’ assolutamente inefficiente. E’ emerso solo perche’ simbolo di una societa’ INDIVIDUALISTA. Per risolvere il problema del traffico e’ sufficiente far pagare la benzina quanto effettivamente costa. Se noi aggiungiamo alla benzina: le spese per la guerra necessaria ad accaparrarci il petrolio, le grandi catastrofi ecologiche collegate ad il trasporto di questo, un 10% della spesa nazionale per la cura di tumori e patologie collegate all’(ab)uso dell’automobile, il costo della benzina
sarebbe intorno a 10 Euro al litro e col cazzo che vi sognereste ancora di usare la macchina, luridi consumisti del cazzo!!!

Lavoro e disoccupazione. 1000 euro al mese sono pochi? NO!!! Son pochi se hai da lavorare 8 ore al giorno, e devi pagare qualcun altro per fare quello che tu potresti fare se lavorassi di meno. Pertanto quello che propongo e’ di lavorare la meta’ del tempo, guadagnare la meta’ dei quattrini e dare lavoro al doppio delle persone.


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Feist - The Reminder [2007]

Scritto da pirassic in Sunday 16 March 2008 – 23:04 -

Sicuramente uno dei dischi più belli del 2007.

Terza opera solista della bravissima cantante, autrice e chitarrista canadese, uscito 3 anni dopo l’acclamato Let it Die e la partecipazione nel collettivo Broken Social Scene.

Questo “The Reminder” è un disco per larghi tratti più scuro e riflessivo del precedente, arricchito da arrangiamenti minimali , sempre molto sottili e mai invasivi, che tendono a valorizzare la voce e lo scheletro compositivo di ogni canzone.

Feist riesce sempre, ora nei momenti intimisti, ora in episodi più “scanzonati” come 1234, diventata addirittura la canzone che la Apple ha scelto per pubblicizzare i nuovi iPod, a creare della musica bellissima, grazie ad una voce particolare ed evocativa e a una produzione azzeccatissima, mai banale, mai commerciale, mai patinata e dal sound molto “indipendente”.

La produzione è centrale: la voce ha un timbro molto “medioso” e microfonico, e per tutta la durata del disco si avverte netto un “soffio” da registrazione analogica molto presente…Scelte oggi inusuali ma veramente efficaci.

Il tocco decisivo però è il vinile bianco, con le etichette custom, semplicemente fantastico. MOLTO fetish.
La copertina è ruvida-opaca e l’inner contiene i testi.

Anno: 2007
Etichetta: Polydor
Qualità incisione: Ottima
Qualità vinile: Molto buona
Comprato da: Rock bottom, Firenze


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Finzioni - Jeorge Luis Borges

Scritto da Kitiana in Saturday 15 March 2008 – 18:46 -

Un labirinto di specchi, un enigma, un sogno impastato di nebbia. Questa è la realtà per Jeorge Luis Borges e la letteratura è solo un ponte di corda che l’uomo getta tra sè e l’abisso, tra la propria coscienza e la materialità delle cose. Anch’essa in sostanza finzione, gioco mentale, da coltivare con cura però, perchè è l’unica cosa che ci rende vivi, e umani. E Borges in questo era inimitabile, un vero prestigiatore di parole, costruttore di dedali di lemmi, di doppisensi e di retroscena.
Ogni volta mi torna in mente Calvino, l’unico che in Italia abbia conosciuto lo stesso gusto di Borges, il piacere di sperimentare con il significante e il significato, con l’intreccio e i suoi meccanismi, insomma con la letteratura e quindi al tempo stesso con la realtà.

In Ficciones Borges va a pesca di piccole perle e ce le porta in dono, direttamente dall’oceano della sua immaginazione.
Nella ‘Biblioteca di Babele’ esistono tutti i possibili libri del mondo, le cui pagine sono composte con parole casuali. Ogni tanto i bibliotecatari scovano una frase di senso compiuto, ma è molto raro. Da qualche parte si cela il libro che contiene la Verità, ma nessuno sa dove e soprattutto nessuno saprebbe riconoscerlo come tale anche se ci si imbattesse. Poichè la Biblioteca, il regno della causalità, contiene il bene e il male, la verità e la menzoga e l’uomo non sa discenerli.

Per ingabbiare la causalità e il caos dell’esistenza Borges ne ‘La lotteria di Babilonia’ immagina un mondo dove tutto è regolato attraverso una lotteria, ovvero un’estrazione casuale di numeri. Far dominare il caso non cambia niente, ci rende solo più consapevoli del peso del destino sulle nostre vite (”questa moneta e io siamo arrivate allo stesso punto” direbbe il killer di ‘Non è un paese per vecchi’ e se non lo avete ancora visto precipitatevi!).

Simboli potenti quindi, uniti ad una scrittura geometrica e incisiva, tagliente come una lama ben affilata.
La perla che io preferisco è ‘Il giardino dei sentieri che si biforcano’, dove si racconta di un libro che in realtà è un labirinto, poichè contiene tutti possibili futuri, in una continua ramificazione delle conseguenze di ogni singolo gesto. Il presente cointiene in sè non solo il passato ma tutti i possibili futuri, basta una piccola deviazione per non essere più se stessi.

La straordinaria capacità di Borges sta nell’avere intuito queste tematiche già nel 1944, quando uscì Ficciones. Forse è stata la sua cecità, che negli anni Cinquanta sarebbe divenuta totale, ad avere ampliato i confini della sua mente, ad avere illuminato dentro di lui sentieri che altrimenti non avrebbe mai percorso. Borges era ossessionato dalla paura di perdere la creatività a causa della sua malattia e questo di sicuro lo spinse a coltivarla all’inverosimile.
Il frutto della sua mente lucida e onirica sono fiori meravigliosi, grandi piante esotiche senza profumo.
Solo una fragranza lieve, solo una simmetria perfetta tra i petali.
Fiori così stupendi che sfiorandoli si sgretolano tra le dita e svaniscono in polvere di luce.
Fiori come finzioni di inaudita bellezza.


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Ask to Adolf: oh Architetto!

Scritto da Adolf in Thursday 13 March 2008 – 23:43 -

Un architetto
costruisce solo tetti
o rifà le tette
e soprattutto nelle grette e fredde
steppe
che fa l’architetto?
è questo un difetto?
non intendo, restaurare le tette ma semplicemente fare tetti.
E se il terzetto
tette steppe e tetto
è ben protetto
dal soprascritto architetto,
chi si occuperà del minuetto, del brevetto o anche solo dell’affitto?
Castellitto recita a soggetto
a me sta bene se non è costretto
se qualcuno glielo avesse scritto
probabilmente ne sarebbe afflitto
tant’è, ammetto
che in un sol botto si è perso l’assetto di questo poemetto
quindi torno all’architetto e al suo vice, il sotto architetto
che fa il sottotetto
evidentemente

PS. non preoccupatevi non ho perso il senno ma mi sto allenando per il prossimo agone di controrima che si terrà fra poche settimane a Topolinia

Vostro Adolf


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Arash Radpour

Scritto da logu in Thursday 13 March 2008 – 16:26 -

Ho visto per la prima volta questa foto di Arash Radpour alla Galleria Tossi Arte, a Firenze.
Stampata magistralmente Lambda su alluminio, alta circa due metri, dettagliatissima, definitissima.
Una banalissima foto di due piedi bagnati. Ma c’è tutto. C’è una storia, c’è erotismo, c’è nudo d’autore.
Poi ho visto questa:

Anch’essa stampata da dio. E ho capito che il fotografo aveva stoffa e carattere. Un’altra foto, un’altra storia. Una tecnica eccezionale: dettaglio e perfezione.
Arash è iraniano e vive a Roma. Se sentite in giro che fa una mostra, andate a vederla, non ve ne pentirete.
Il suo MySpace, per rimanere aggiornati.


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Timebomb di Beck, artwork by Chris Jordan

Scritto da costanza in Wednesday 12 March 2008 – 10:19 -

Questo video per associazione di idee mi ricorda quel pezzo degli Smiths in cui Moz cantava “If its not love then its the bomb the bomb the bomb the bomb……that will bring us
together”. Buona fortuna ovunque tu sia giovane abitante del pianeta terra.


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Ask to Adolf: Kentucky Fair

Scritto da Adolf in Tuesday 11 March 2008 – 17:49 -

Caro Adolf
ho sempre avuto lo strisciante dubbio che il fatto che “tutto attaccato” si scriva staccato e “staccato” si scriva tutto attaccato sia una prova che il mondo in cui viviamo si basi su contraddizioni insanabili che ci costringono a ricercare inutilmente la felicità. Sono vicino all’illuminazione?

Scusate la mia prolungata assenza ma ero impegnato in un torneo di uncinetto nel Kentucky. Dopo strenua lotta ho dovuto cedere il passo ad un talentuoso imprenditore di Philadelphia notevolmente più bravo del sottoscritto nel punto croce. Notevole soprattutto la velocità di mano. Va beh sarà per l’anno prossimo! Gentile Milone la sua domanda è assolutamente pertinente anche se non ho nessuna intenzione di risponderle. Per quanto riguarda l’illuminotecnica, l’evoluzione tecnologica di questi ultimi anni ha permesso effetti luminosi impensabili nelle discoteche degli anni ottanta. Il fuso orario continua a disturbarmi.

A presto

Vostro Adolf


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