A Heartbreaking Work of Staggering Genius - Dave Eggers
Scritto da Kitiana in Monday 25 February 2008 – 14:44 -
Una scrittura che non lascia scampo, densa di espedienti narrativi e di sperimentazioni stilistiche innovative (alcune veramente azzeccate, altre un po’ meno).
Questo è Dave Eggers, giovane scrittore americano (molto giovane quando uscì questo suo primo romanzo, almeno) che con L’opera struggente di un formidabile genio si è imposto come l’erede di Foster Wallace e di tutta quella narrativa moderna americana che noi in Italia ce la sognamo.
A tratti l’autocompiacimento di Eggers entra a buon diritto nell’onanismo ma lui ne sembra così dannatamente consapevole che non posso che strizzargli a mia volta l’occhio, divertita.
Questo a livello stilistico (a proposito quando suo fratello si mette a parlare come se fosse il suo super-io e lui lo rimprovera di uscire dal personaggio oppure quando l’amico che minaccia di suicidarsi gli rinfaccia di cannibalizzare le tragedie degli altri e le proprie… non c’è che da applaudire).
Tornando alla trama, il libro racconta la vita (romanzata) di Eggers che in poco più di un mese si ritrova orfano di entrambi i genitori (morti di cancro) e diventa tutore del fratello di soli 8 anni, Toph. (Che mi ricorda incredibilmente Phoebe, la sorellina del Giovane Holden).
Vale la pena leggere questo libro anche solo per i primi due capitoli, perchè Eggers affronta la morte in una maniera così leggera e allo stesso tempo profonda, così interiorizzata ma anche impossibile da comprendere, così folle e audace che mi sembra che sia riuscito a condensare veramente i miliardi di sfumature che stanno dietro il dolore di un individuo, sfumature auliche ma anche molto terrene, e per questo molto più tristi.
Ma la morte è rinascita, deve esserlo per forza. E così Dave vende tutto, la casa dei genitori, le poche proprietà e parte con Toph verso il sole della California. Il modo in cui cercheranno di tornare alla vita me li ha fatto sentire veramente vicini: per la strada perdono piano piano tutto, per poter tornare a riempire la mano bisogna aprila e lasciare scorrere tutto via. Persino i corpi dei loro genitori vanno perduti, perchè erano stati donati per scopi scientifici e a causa dei numerosi traslochi di Dave i resti non riescono a giungere a destinazione.
Fino a che non riuscirà a ritrovare le ceneri della madre e le spargerà sulla spiaggia che lei amava, tra il senso di colpa di non averle dato una sepoltura adeguata e la penetrante comprensione di stare vivendo una scena memorabile.
Un libro commovente, dissacrante, realistico. Eggers fotografa la generazione di cui è indiscutibilmente membro e quasi spaventa questa ineluttabile partecipazione ad un qualcosa di collettivo in un profeta dell’egocentrismo e dell’individualismo come Eggers.
Ma è questo il tratto distintivo dei grandi artisti: raccontare vicende intime, personali, uniche e riuscire a portarle fuori da quella singolarità, fino ad abbracciare la sfera delle emozioni di ciascuno di noi, accarezare le illusioni e gli incubi che ci dannano il cuore, le debolezze e le straordinarie energie che ci scorrono nel sangue.

Ha il suo fascino, ma continuo a preferire Foster Wallace ^_^
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3 Comments to “A Heartbreaking Work of Staggering Genius - Dave Eggers”
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February 25th, 2008 at 15:27
Ho letto questo libro la scorsa estate; mi è sembrato e continua a sembrarmi strepitoso. QUalcuno ha letto l’ultimo il suo ultimo romanzo “What Is the What: The Autobiography of Valentino Achak Deng”? Sono un poco indeciso, perché dopo aver letto i suoi racconti “how we are angry” ho paura di rimanere deluso di nuovo…
E comunque, al di là di tutto, su http://www.mcsweeneys.net/ vegnono pubblicate cose bellissime. Dategli un occhio perché ne vale la pena.
February 25th, 2008 at 17:18
alla buon’ora!
il libro è uscito qualcosa come sei anni fa….
librettino non male, forse l’unico di quelli scritti dal giovane Eggers, visto che gli altri hanno una potenza nei contenuti inversamente proporzionale alla fattura con cui vengono prodotti
cmq trovo la recensione troppo entusiasta per un libro da leggere sotto l’ombrellone. In Italia siamo messi a giovani scrittori, ma addirittura rimpiangere Eggers e Foster Wallace, per Dio, no! Molto meglio Paul Auster e Jonathan Franzen, ma sui gusti non si discute.
February 25th, 2008 at 18:36
@gino finalmente un commentatore critico! ^_^
come avrai potuto notare in questa rubrica non si parla di libri attuali, ma (molto poco democraticamente) di quelli che piacciono a me!
per il resto ‘Le correzioni’ di Franzen è un romanzo che ho riletto almeno 3 volte e di Paul Auster conosco solo la molto bella ‘Trilogia di New York’ (mi riprometto di colmare le mie lacune)
su Foster Wallace non discuto, per quanto riguarda Eggers ho letto solo questo e l’ho trovato molto intenso ma mi si era già insinuato il dubbio che fosse una di quelle opere che fanno terra bruciata dopo di loro, ovvero che il nostro avesse esaurito più o meno tutte le cose interessanti che aveva da dire (succede a molti di quelli che scrivono una prima opera micidiale)leggerò gli altri suoi libri e ti farò sapere
@lg: la Mcsweeneys è una delle riviste letterarie più interessanti d’America, anche chi non ama Eggers non può non riconoscere che almeno ha investito bene i suoi soldi ^_^