Regina in C6
Scritto da lg in Monday 18 February 2008 – 14:52 -Tumbutù – 18 febbraio 2008. Sono passati ormai tre lustri dalla storica conferenza stampa del dittatore Tumbutù (vedi post: Scacco Matto a Tumbutù); la crisi giudiziaria che si è aperta a seguito delle sue crude parole non si è ancora risolta. La cordata degli affaristi senza scrupoli ormai in rovina è ancora alla ricerca di qualcuno a cui fare causa per ottenere un congruo risarcimento monetario.
Il primo passo della loro azione giudiziaria è stato fare causa alla Banca di Tumbutù; la reazione del direttore della banca è stata tempestiva: essendo anche dittatore del pianeta di Tumbutù si è auto-eletto presidente della magistratura, lasciando così poco spazio di manovra all’accusa.
La loro attenzione si è dunque spostata alla Rotowash, la multinazionale responsabile della sicurezza informatica della banca centrale di Tumbutù. In una recente intervista, il presidente plurisecolare Steve Jobs, l’uomo che qualche anno fa ha trasformato la Rotowash da azienda produttrice di macchine per la pulizia di pavimenti ormai in declino ad azienda leader nel settore della crittografia si è mostrato però fiducioso: “Ci sono due buoni motivi che mi fanno dormire serenamente, alzare al mattino pieno di speranza e vivere le giornate in piena armonia con la natura e gli esseri viventi: il primo è che mentre tutti loro hanno perso i loro incommensurabili possedimenti, io possiedo ancora tutti miei altrettanto incommensurabili averi, dal momento che sono depositati nelle banche del pianeta Ratatouille, l’ultimo acquisto in casa Pixar; il secondo è che possiamo tranquillamente scaricare la colpa direttamente sul ministero della Linguistica del pianeta Tumbutù”. A giudicare dallo scintillio del canino sinistro, questa sembra essere la carta vincente nelle mani dell’immortale presidente. “Dopo la rivoluzione linguistica del dittatore Tumbutù – continua Steve - anche le tastiere dei computer si adeguarono: si passò dalla tastiera “querty” alla tastiera “tumbutù”. Tale tastiera ha un solo, enorme, gigantesco tasto: “tumbutù”. E’ chiaro che abbiamo avuto una serie di problemi nell’impostare user name e password sicuri. A suo tempo, abbiamo anche fatto un esposto al ministero della Linguistca.� La risposta fu rapida e coincisa: tumbutù (1). Non ci fu margine di negoziazione”.
Le parole di Steve hanno rapidamente convinto gli avvocati degli affaristi sul lastrico ad un ulteriore, coraggioso, cambio di direzione: mettere sotto accusa il potentissimo Ministero della Linguistica. La risposta è stata ferma e decisa, basata su considerazione di ordine pragmatico di indubbio valore. “Tumbutù (2)”, ha tuonato il portavoce del Ministero in conferenza stampa, strappando gli applausi dei giornalisti in sala per circa quattro ore. La reazione delle persone presenti alla conferenza stampa ha convinto gli avvocati degli affaristi nullatenenti che le argomentazioni presentate avrebbero fatto presa immediata sulla giuria e la causa sarebbe stata persa irrimediabilmente.
Per questo motivo, infine, hanno deciso di fare causa direttamente al famigerato gruppo dei Tumbutù. La risposta dei Tumbutù non si è fatta attendere: hanno prelevato il capofila degli affaristi caduti in disgrazia dalla sua villa di Arcore; con un raggio trasportatore lo hanno portato dentro al loro Ufo e lo hanno sottoposto ad una tortura antica quanto gli abitanti di Tumbutù: la masticazione forzata delle puntine da disegno.
Come ogni gruppo terroristico che si rispetti, hanno girato un video che non ancora pubblicato. Le prime indiscrezioni parlano di un video crudo e truculento. Sembra che il video mostri l’uomo inizialmente sorridente che dissimula con ironia e sagacia l’atroce dolore; addirittura pare che l’uomo si sia portato il dito indice alla guancia, in segno di suprema bontà. Tuttavia, lentamente, il sorriso si è trasformato in una smorfia di dolore: solo dopo qualche ora di masticazione, il sorridente uomo ha ceduto, riversando sangue e grumi di carne sul suo vestito scuro.
Dopo questo cruento avvenimento, gli avvocati dei nullatenenti hanno dichiarato con cauto ottimismo che non c’è da preoccuparsi e che nel giro di qualche mese la causa si risolverà in loro favore.
A Tumbutù, che è pianeta serio, si sono messi tutti a ridere; la notizia ha suscitato un tale divertimento collettivo, che il dittatore del pianeta nonché direttore della Banca centrale nonché presidente della Magistratura, ha indetto una nuova festa nazionale: ogni anno, il 18 febbraio, sul pianeta Tumbutù, si festeggerà il Tumbutù (3)
Gli avvenimenti di questi ultimi giorni mostrano con estrema chiarezza che la disfatta è completa ed ogni speranza di identificare un nemico adeguato e dunque ottenere un risarcimento monetario è da considerarsi alla stregua di un miraggio nel deserto dei Tartari.
Siamo giunti, dunque, al termine di quest’avvincente saga giudiziaria. Ciò è del tutto indipendente dal fatto che la saga sia realmente conclusa o meno. I vostri click sugli annunci di Google, infatti, hanno portato alla ragguardevole cifra di due dollari. Li ho già spesi in una spuma bionda al bar del palazzo di Giustizia di Tumbutù. Non avendo altri soldi da investire sulla mia permanenza nel pianeta di Tumbutà, la redazione di Avant Pop ha deciso per il mio immediato rientro; rientrerò sul pianeta terra tra circa una settimana, nascosto in un barile di acciughe in salamoia.
lg
ex-inviato extraplanetario di Avant Pop
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(1) Traduzione nostra: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”.
(2) Traduzione nostra: “cari giornalisti e care giornaliste, cari cittadini e care cittadine, la rivoluzione linguistica è uno degli avanzamenti scientifici più importanti nel nostro pianeta che ha permesso alla nostra civiltà di crescere rigogliosa, favorendo il dialogo, la partecipazione e la discussione animata. Si tratta di una invenzione paragonabile alla ruota o allo spremi agrumi di Stark. Possiamo davvero permettere che un gruppo di avvocati di provincia la metta in discussione? Che metta in discussione le radici più profonde della nostra civiltà? Io dico: no.
Non è questa la sede per elencare tutti i vantaggi incredibili di questo innovativo quanto poderoso sistema di comunicazione. Lasciatemi solo dire che si tratta di un sistema che ha permesso di costruire delle tastiere per computer che permettono di scrivere in modo molto più rapido rispetto, per esempio, alle tastiere sciocche del pianeta terra con tutte quelle letterine stupide; una tastiera basata sulle parole ti permette di digitare intere parole e non ogni singola lettera che compone tale parola� - che noia!. E’ chiaro che se le parole sono tante come nel caso dell’obsoleto sistema di comunicazione terrestre ci vorrebbe una tastiera delle dimensioni di San Paolo, in Brasile - il che, lo ammettiamo, è pittusto scomodo. Ma nel nostro caso, grazie agli effetti della Rivoluzione Linguistica, basta una piccola, compatta tastiera di un solo, chiaro, semplice, tasto. Geniale, no?
Alcuni studi hanno dimostrato che con questo sistema è possibile copiare l’intera enciclopedia Treccani in 6 minuti e 35 secondi netti; il campione in carica di digitazione compulsiva (l’atelta Tumbutu) è capace di una frequenza di digitazione di circa 100000 battute al secondo. Ok, va bene, forse sto esagerando, ma è vero, ve lo giuro, si fa molto prima.
E’ stato dimostrato inoltre che anche i ciechi possono tranquillamente usare queste tastiere, copiare interi testi, scrivere lettere ai loro cari ed ai loro familiari. E’ stato dimostrato che fin dai 6 mesi di età i bambini possono adoperare queste tastiere; ed anche i vecchi decrepiti. Tutti. La tastiera Tumbutù è una tastiera per tutti, profondamente democratica e rispettosa delle diversità. Davvero vogliamo mettere in discussione questo nostro grandioso risultato? Davvero vogliamo mettere in discussione le nostre più profonde radici? Io dico: no. L’ho già detto? Lo ridico: no. Tumbutù è tumbutù: e non rinunceremo a questa tautologia solo perché un gruppo di affaristi spietati ce lo chiede. Giammai.
(3) traduzione nostra: “la festa dell’ilarità”.
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Tags: arcore, Narrativa, Racconti, rotowash, saga giudiziaria, steve jobs, Terrorismo, Tumbutù
Scritto in Futile Narrativa |
5 Comments to “Regina in C6”
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February 18th, 2008 at 15:17
sei uno stracazzo di genio.
February 19th, 2008 at 12:29
grandioso! aggiungo solo ‘Tumbutù’ ^_^
February 20th, 2008 at 23:11
Non male, non male.
February 21st, 2008 at 0:19
mandaci qualcosa se sai fare di meglio
February 22nd, 2008 at 7:51
[...] sir@agensir.it (Agenzia Sir): [...]