Scacco Matto a Tumbutu’

Scritto da lg in Thursday 7 February 2008 – 1:11 -

Tumbutù, 7 febbraio 2008 – Questa mattina, dopo due giorni di trepidante attesa, il direttore della banca centrale di Tumbutù si è presentato in conferenza stampa. A testa bassa, con la coda tra le gambe, le antenne che sfioravano il pavimento ed un colorito verde erba (#00A550) che non lasciava sperare niente di buono, ha pronunciato un discorso lucido, e con estrema gentilezza ha risposto alle domande di una moltitudine di giornalisti provenienti da ogni angolo della galassia.
“ Tumbutù (1)” - ha detto il longilineo essere verdastro. Le parole del verde direttore di banca e dittatore emerito del pianeta Tumbutù non hanno fatto altro che confermare quanto era nell’aria ormai da un paio di giorni: l’azzeramento dei conti correnti nei server della banca centrale di Tumbutù non è stato un simpatico incidente o un errore di distrazione, ma il frutto dell’azione intenzionale di uno dei più famigerati gruppi terroristici che popolano la scena politica di Tumbutù.
Il pianeta Tumbutù non è nuovo alla stampa intergalattica per episodi di terrorismo estremo. Quattro anni fa, l’ascesa al potere del famigerato Tumbutù, spietato e feroce terrorista, interessò le redazioni giornalistiche di tutto l’universo. Nel giro di sei giorni, mise in atto una serie di geniali quanto spietate strategie politiche che lo hanno rapidamente elevato da bieco terrorista a statista di fama interplanetaria: il primo giorno eliminò le tasse sui capitali stranieri depositati nelle banche del pianeta – facendo così di Tumbutù un florido e rigoglioso paradiso fiscale. Il secondo giorno mise in atto il programma di tagli degli sprechi più ardito e severo dell’intera galassia. Il programma non risparmiò niente e nessuno, nemmeno il linguaggio. Il terzo giorno di dittatura, infatti, Tumbutù instaurò il Ministero della Linguistica che aveva il compito di eliminare tutte le parole superficiali. Il quarto giorno ne rimase soltanto una: tumbutù. Tutto questo scatenò una controversia non ancora risolta nel mondo della linguistica riguardo al fatto se si potesse o meno continuare a parlare di linguaggio. Alcuni dicevano di sì, altri di no. Quelli di Tumbutù dicevano solo: tumbutù. Ma è chiaro che la loro posizione deve essere valutata alla luce delle forti pressioni esercitate dalla dittatura. Il quinto giorno, si auto-proclamò direttore della banca centrale. Il sesto giorno eliminò il settimo e si concesse un meritato riposo.
Le riforme dei primi sei giorni hanno assicurato alla dittatura un roseo futuro e un benessere economico senza pari; i gruppi terroristici che avevano lottato l’uno contro l’altro durante la rivoluzione che portò Tumbutù al potere, cominciarono un fruttuoso dialogo. Le decisioni si prendevano insieme e quando qualcuno diceva tumbutù, l’altro rispondeva tumbutù. E così via: le idee fiorivano rigogliose.
Finché un grigio mattino, qualcuno pronunciò un tumbutù di troppo e il gruppo dei tumbutù, senza pensarci due volte, intraprese immediatamente una campagna di terrore e violenza contro il dittatore in carica. Quanto è successo due giorni fa non è altro che la prevedibile conseguenza di questo periodo di ostilità iniziato ormai da un paio di anni; con questo atto ostile i Tumbutù hanno voluto minare la base del potere di Tumbutù, il quale dovrà adesso fare i conti con una cordata di affaristi inviperiti.
“Tumbutù (2)” - ha continuato l’ormai verde elettrico (#00FF00) direttore, riportando l’attenzione sulle più stringenti beghe giudiziarie.
Sembra però che questi uomini sfacciatamente ricchi non si diano per vinti; dopo il comunicato di Tumbutù, si sono subito riorganizzati: la causa per il risarcimento non sarà intentata nei confronti dello stato di Tumbutù, ma nei confronti della multinazionale responsabile della sicurezza informatica della banca centrale, la Rotowash.
Quello che succederà nei prossimi giorni è difficile da prevedere; tuttavia avrò la fortuna di seguire da vicino la vicenda, come inviato speciale di Avantpop.net. Grazie agli annunci Google che vedete sparsi in ogni centimetro quadrato libero di questo sito, la redazione è riuscita a finanziarmi le spese di viaggio e di alloggio sul pianeta Tumbutù. Sarà da lì, dal cuore di questa intrigante vicenda giudiziaria, dagli improbabili risvolti politici e finanziari, che vi parlerò e vi terrò aggiornati su ulteriori sviluppi.

lg
Inviato extraplanetario di Avantpop.net

(1) traduzione nostra: “Mi rivolgo a voi, uomini ricchi e facoltosi, con macchine fiammanti e belle donne al seguito: se, come probabile, per evadere le tasse, avete depositato i vostri immensi averi nelle banche di Tumbutù, fossi in voi, io, comincerei a pensare seriamente al suicidio. Tutte le persone a cui avete pestato i piedi per solidificare il vostro irriverente quanto imponente impero economico potrebbero in questi giorni confusi e pieni di angoscia trovare il coraggio e, ipotesi sgradita quanto funesta, chiedere le vostre sacrosante scuse. Infatti, miei cari magnati ormai in rovina, i vostri soldi si sono volatilizzati. Di questo dovete ringraziare il violentissimo gruppo armato dei Tumbutù “

(2) traduzione nostra: “Ho saputo che alcuni di voi, uomini dagli immensi possedimenti, tenteranno una causa presso la Corte Intergalattica, per cercare invano di recuperare l’incredibile quantità di denaro che negli anni avete riversato nelle casse della nostra banca. Come direttore della banca di Tumbutù e come sommo dittatore di questo piccolo ma glorioso pianeta, vi dico: non c’è speranza. Quei soldi non ci sono più: i terroristi hanno azzerato i conti e si sono dimenticati di trasferire i soldi altrove. Hanno commesso un piccolo errore che vi costerà un’intera vita di sacrifici, la reputazione sociale, il saluto degli amici, il bacio della buonanotte dei vostri figli e, non per ultimo, l’amore di vostra moglie e nei peggiori dei casi, anche quello di vostra madre. Sono mortificato”.

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One Comment to “Scacco Matto a Tumbutu’”

  1. Giuseppe Says:

    bel pezzo, bel blog, belli tutti… quando si dice il caso che incontra la combinazione. Ho scoperto avantpop (bello anche il nome!) sul group it.arti.scrivere, arrivo qui e chi ti becco nei tags? Don Zauker, Caluri, il Vernacoliere… al quale sono felicemente abbonato dall’86 (duiunòuodaimìn!), la musica rock… Inserito tra i preferiti torno a trovarvi e me lo giro in lungo e in largo. Molto interessante anche la combriccola di KanterStrasse, la presentazione del gruppo è da urlo. baci&abbracci

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