l’elemento feticista, ovvero: morte e risurrezione dell’ellepi.
Scritto da pirassic in Wednesday 30 January 2008 – 22:22 -[display_podcast]
La definizione di LP di Wikipedia:
“Long playing (abbreviato anche con LP, conosciuti anche come disco a 33 giri) è un supporto audiofonico in vinile usato fino alla fine degli anni ottanta e serviva per la raccolta e la riproduzione di brani musicali e/o audio. La raccolta prendeva il nome di Album, vi erano anche i D.L.P. che stava per album doppio (DOUBLE). L’LP, solitamente di forma circolare e colore nero, è composto di due facciate - indicate da un’apposita etichetta come Lato A e Lato B -, ciascuna delle quali può contenere dai 5 ai 7 brani, in ragione della durata dei singoli pezzi incisi. La riproduzione degli LP avviene tramite il giradischi; questo apparecchio restituisce il brano musicale tramite una puntina in diamante e zaffiro, che trasmette le irregolarità del solco inciso sulla superficie del disco ad un complesso sistema meccanico.”
Fantastico.. usato fino alla fine degli anni 80 e serviva…! insomma, un oggetto del passato.
E invece, il caro vecchio 12 pollici ti ha giocato il tiro mancino.
Mentre il suo cugino bello e ricco , il CD, cade in rovina, soppiantato dall’etereo e impalpabile MP3, egli sopravvive in tutta la sua magnificenza vintage, fatta di cartone, plastica e solchi.
Perchè il vinile sopravvive mentre il CD muore? Fiori di audiofili di tutto il mondo, negli anni dell’oblio in cui il caro “album” spariva dai negozi, continuavano imperterriti a venerarlo, sostenendone la superiorità sonora, il maggior “calore”, cullandolo, accudendolo come un tesoro, un oggetto di culto.Ma è poi vero che il disco di vinile suona meglio del CD? Beh, è una questione aperta, un eterno dibattito… su cui non entro, ma se proprio volete addentrarvi nei dettagli tecnici, leggetevi questo articolo di wikipedia:
Il mio parere (opinabilissimo) è che un vinile può suonare meglio di un cd, sicuramente con maggior calore e maggiore dinamica, a patto che il disco sia inciso bene (e non sempre capita) e si abbia un bel giradischi (che costa tanto).
Il diffusissimo Rega P3-24 (900 € con testina)
I dischi in vinile si stanno riaffacciando addirittura negli scaffali di Ricordi e Mediaworld, ed in Inghilterra la produzione sta tornando su volumi molto alti, e se uno ha la pazienza di cercare, si trova di tutto, novità assolutamente comprese.
Tuttavia io credo che, alla fine, quello che sta facendo risorgere l’ellepi sia, ebbenesì, l’elemento feticista.
Nessuno compra più i CD, perchè si preferisce il download … Non si perde poi molto: tanto oggi la musica la si ascolta sull’iPod, la copertina diventa una bella immagine su uno schermo più o meno piccolo, i testi si scaricano in tempo reale. Comodita al 100%, e poi scaricare un cd da iTunes costa 10 euro, e un compact va intorno ai 19€.
La qualità? Mah, in fondo si risparmiano soldi…
Chi ama la musica, invece, chi desidera ancora essere trasportato dall’incanto, beh, sta tornando al caro vecchio giradischi perchè è ancora l’oggetto più emozionale: al tatto è importante, tangibile, alla vista rende giustizia all’artista che si produce nel realizzare le copertine.. e poi vuoi mettere la gestualità di accendere il giradischi, tirare fuori delicatamente il disco dal cartoncino, delicatamente poggiarlo sul piatto, far scendere dolcemente la puntina fino a sentirne l’inconfondibile impatto sul solco…
E non basta! Tutti sanno che il disco va coccolato, va accudito, va pulito.
Il giradischi poi, che macchina eccezionale! Negli anni dell’oblio si è evoluto tantissimo, e adesso abbiamo degli oggetti incredibilmente belli fatti con puro materiale acrilico, puntine che regalano dettagli finissimi…
L’incredibile Clearaudio Reference con braccio tangenziale da oltre 12.000 €
Insomma, veri gioielli tecnologici che uniscono il meglio dell’innovazione con il calore della musica… e la passione dell’amatore: chi ama il vinile sa che ogni piccola regolazione, ogni piccolo spostamento dei pesi, ogni componente cambiato nel proprio giradischi comporta notevoli differenze sonore, e quindi ci si può sbizzarrire a sperimentare!
Io per esempio, ho cambiato il mio sottopiatto con uno di acciaio che poggia su un rubino…� presto altri dettagli e altre elucubrazioni!
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Tags: analogico, cd, clearaudio, compact disc, fetish, giradischi, Musica, rega, thorens, vinile
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2 Comments to “l’elemento feticista, ovvero: morte e risurrezione dell’ellepi.”
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January 31st, 2008 at 2:29
ci mancava anche che per 900 euro il diffusissimo Rega P3-24 non includesse una testista…?!?!?!
vi faccio un sincero IN BOCCA AL LUPO!!!
January 31st, 2008 at 13:13
eh, guarda che il roksan radius per 1500 euro non la include