Tomaseo, il viaggiatore elettrodomestico.
Scritto da lg in Monday 28 January 2008 – 16:30 -Tomaseo, innanzitutto, aveva un nome strano. Ma su questo posso farci poco, visto che suo padre e sua madre lo hanno deciso prima che io avessi voce in capitolo. Ed aveva anche uno strano vizio: si nascondeva dentro gli elettrodomestici. Quelli sufficientemente grandi per contenerlo, s’intende. Era di dimensioni minute e poteva stare comodamente seduto dentro il frigorifero, nuotare felice dentro una lavatrice, riposarsi dentro al forno. Adorava la lavastoviglie in maniera viscerale. Peccato che quel tiranno senza cuore di sua madre non gli ha mai permesso di rimanerci durante il lavaggio: anche solo l’idea di farsi una sauna al profumo di finnish due in uno lo rendeva euforico.
Quando era piccolo, i suoi genitori (gli stessi che gli avevano dato quel nome buffo e ridicolo) si preoccuparono molto di questa sua strana attitudine. Interpellarono psicologici, psichiatri, neurologi, maghi ed anche Bartolo, un signore di Napoli che faceva il falegname e che - si diceva - avesse poteri taumaturgici. Ma non ci fu niente da fare.
Arrivati alla conclusione che il loro figlio era completamente scemo e assolutamente irrecuperabile, decisero di lasciar perdere. Tomaseo, nel frattempo, aveva scoperto che gli elettrodomestici sono delle scorciatoie del reticolo spazio-temporale.
Entrando dentro al forno di casa sua, sbucava nel forno di un presentatore televisivo polacco; il suo frigorifero era invece collegato con quello di Fidel Castro. La lavatrice invece lo portava in una piccola casa in Alaska, dove faceva un freddo cane e viveva una strana famiglia: la mamma mangiava solo liquirizia, il padre guardava solo la televisione, il figlio guardava anche il muro, delle volte.
I primi giorni della scoperta furono entusiasmanti. Passava ore ed ore dentro il forno del presentatore; ne studiava le strane abitudini attraverso il vetro unto. Adorava osservarlo vestito da Batman ed ancor di più adorava quando Robin veniva a trovarlo. Vederli correre intorno al tavolo rotondo della cucina era un’esperienza avvincente.
Il frigorifero di Castro era il luogo che preferiva, in particolare verso le quattordici e venti. Ogni giorno, infatti, verso quest’ora, Fidel aveva una grande sete e andava a cercare nel frigorifero una bibita ghiacciata. Puntuale, Tomaseo si faceva trovare con il pugno alzato, sull’attenti, irrigidito dal freddo e dalla profondità storica e morale del gesto che andava compiendo; il Leader Maximo, lo salutava con un cenno della testa, prendeva la bibita, richiudeva il frigorifero e se ne andava. Tomaseo ne era orgoglioso. Una torrida giornata di fine luglio, dopo il consueto scambio, Fidel lo invitò ad uscire e a bere qualcosa insieme a lui. Il dialogo si aprì con una battuta di Tomaseo (che fu anche l’ultima): credevo che lei fosse morto e che suo fratello facesse finta di no, per mantenere in vita il regime. Fidel si protrasse poi per nove ore sul concetto di “creazione della paranoia”, come forma politica più sottile e innovativa della creazione del consenso, strumento ormai destinato a marcire nelle grigie stanze dell’obsolescenza. Disse proprio così: stanze.
Dopo qualche mese Tomaseo si stancò del presentatore, di Fidel e della famiglia dell’Alaska. Era arrivato il momento di esplorare nuovi orizzonti. Successe una fredda mattina di febrraio; mentre il presentatore pipistrello era ancora in camera a travestirsi per la consueta reificazione quotidiana della mitologia americana, uscì rapido dal forno; nell’indecisione se infilarsi dentro il frigorifero o dentro la lavastovigle, si trovò per qualche secondo fermo accanto al tavolo rotondo, attorno al quale si erano consumate battaglie, inseguimenti e sculacciate che più volte lo avevano lasciato con il fiato sospeso. All’improvviso, lo paralizzò un dubbio: ma perché Batman sculaccia Robin? E’ forse Batman la madre di Robin? Nel telefilm Batman, i due uomini non erano forse amici? Ed ancora: ci si può davvero fidare di un elettrodomestico all’interno del quale non si può entrare? Questi dubbi svanirono rapidamente, non appena il batcampanello suonò: quasi sicuramente era Robin. Con un balzo felino si lanciò dentro il frigorifero.
Si ritrovò dentro un frigorifero vuoto, caldo. La prima sensazione fu di disagio. Nessun odore di parmigiano marcio o di burro scaduto. Solo l’odore della plastica. Rimase in silenzio, per qualche minuto; ascoltò il suo respiro amplificato. Poi decise: aprì lentamente lo sportello e una luce bianca lo travolse. Quando le pupille si furono adattate alla luce dilagante, capì. Era finito nel reparto elettrodomestici di un supermercato. Con uno sguardo abbracciò una distesa di centinaia e centinaia di frigoriferi, forni, lavastoviglie, lavatrici.
Intuì il potenziale di tutto ciò e vide ciò che non aveva mai visto prima: un hub esistenziale di proporzioni bibliche. Ebbe le vertigini. E poi pianse. Aveva il mondo e non sapeva ancora cosa farci.
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Tags: Elettrodomestici, Fidel Castro, Narrativa, Racconti, supermercati, televisione, Tomaseo
Scritto in Futile Narrativa |
5 Comments to “Tomaseo, il viaggiatore elettrodomestico.”
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February 15th, 2008 at 12:38
ma è incredibile, fantastico!!! Girando in tutta la galassia insieme al mio maestro joda, mai era successo che mi imbattessi in un sito così gioioso! chi è questo leonardo giusti? chi questo genio?
“la forza possente in questo uomo è” zitto yoda!!!
Nudo,nudo,nudo!!!!
Anche il Piras, nudo,nudo,nudo!!!
February 15th, 2008 at 12:49
posterò una foto di me nudo, coperto solo da un vinile.
February 15th, 2008 at 16:06
Due cose:
1)Sono onorato che un cavaliere Jedi abbia trovato il tempo di scrivere in questo nostro modesto blog. Spero che non sfoderi la spada laser, nel tentativo di estirpare con un taglio secco e preciso la mia testa dal mio misero corpo, per quello che mi accingo a chiederle. Ho saputo che lei, caro sig. Simone Nuovo Cavaliere, possiede delle trascrizioni molto importanti di una conferenza che il Vostro Maestro Yoda ha tenuto qualche tempo fa; la inviterei umilmente ad inviarci il materiale che sarebbe di sicuro interesse per gli entusiasti lettori di Avant Pop.
2) Invito chiunque abbia nel cassetto una foto di lui nudo coperto solo da un vinile a inviarcela. Lo so che ce l’avete e la tenete nascosta. E’ arrivato il momento di mostrarla: mandatecela e la pubblicheremo.
February 20th, 2008 at 14:15
caro Piras, va bene nudo con un vinile, ma quale? quale vinile? tutto ciò è importante, molto importante!!
cerchèrò nelgli archivi della mia aereonave, come sono di classe, se qualche copia dei verbali del sommo consiglio dei jedi è rimasta leggibile dopo l’ultima aereolavatrice..
February 20th, 2008 at 15:10
Per te vedrei bene un disco di giorgio gaber.
Perchè non ti riprendi con la webcam e fai qualche esilarante cosa delle tue e la mettiamo qui e la spargiamo al mondo intero con le spore avantpoppistiche?